Come si costruisce la struttura sportiva, e perché conviene farla bene una volta sola.
Il gruppo è l’unità attorno a cui gira quasi tutto: le presenze, il calendario, le quote, le comunicazioni, la pagina sul sito pubblico. Vale la pena costruirlo con attenzione.
Sport → Gruppi → Nuovo gruppo. Servono:
Sport → Allenatori, oppure dalla scheda del gruppo. L’assegnazione fa due cose insieme, e la seconda è quella che conta:
Un tecnico senza gruppi assegnati entra e non trova niente — non è un guasto, è che nessuno gli ha detto di chi si occupa. Un tecnico assegnato a tre gruppi ne vede tre.
Quello che un allenatore non vede mai, nemmeno sui propri gruppi: le quote, i pagamenti, le morosità. Non è una questione di fiducia. È che quei dati riguardano la situazione economica di una famiglia, e chi allena il figlio non ha motivo di sapere se i genitori sono indietro con la rata.
Dalla scheda del gruppo, oppure dalla scheda dell’atleta. Un atleta può stare in più gruppi nella stessa stagione: capita normalmente a chi fa due sport, o a chi gioca nell’under e si allena con la prima squadra.
Chi smette non si toglie dal gruppo cancellandolo: si disattiva. Il ragazzo resta nello storico della stagione — se lo si cancellasse, le presenze dei mesi in cui c’era diventerebbero presenze di nessuno.
Il gruppo si disattiva, non si elimina. Sparisce dagli elenchi correnti, dal calendario e dal sito, e resta consultabile con dentro chi ne faceva parte.
Per la stagione nuova si crea un gruppo nuovo. Sembra più lavoro di «rinominare quello vecchio e cambiare i ragazzi», ed è esattamente il punto: rinominandolo si perde la storia dell’anno prima, e la si perde in un modo che non si accorge nessuno finché non serve.
Soci e Atleti → Staff. Il quadro d’insieme di chi lavora con le squadre: chi allena cosa, chi non ha gruppi assegnati, chi ha il contratto e chi no. È la pagina da guardare a settembre prima che cominci il campionato.
La demo è una installazione vera, con dentro una società inventata. Trenta minuti per guardarla come volete.