Un’anagrafica sola e gli incarichi sopra: la scelta da cui discende tutto il resto.
Questo è il capitolo che spiega perché il programma è fatto come è fatto. Vale la pena leggerlo per intero: dopo, molte cose che sembrano strane diventano ovvie.
Nella maggior parte dei gestionali, un signore che è insieme allenatore, genitore di due atleti e consigliere esiste come tre schede separate. Cambia numero di telefono e va cambiato in tre posti — cioè in uno solo, e negli altri due resta sbagliato per tre anni.
Qui la persona è una, con un’anagrafica sola. Sopra ci stanno gli incarichi: atleta, genitore, tecnico, dirigente, collaboratore. Uno stesso signore ne può avere quattro. Il codice fiscale è la chiave: se lo inserite e la persona esiste già, il programma non ne crea una seconda.
Soci e Atleti → Incarichi. Un incarico dice cosa fa una persona e dove: su tutta la società, su una disciplina, su un gruppo.
L’ambito è la parte che si dimentica ed è quella che conta. Un dirigente «di tutta la società» riceve le segnalazioni di ogni squadra; un dirigente «del gruppo Under 15» riceve quelle di quel gruppo. Se assegnate tutti a tutta la società, tutti ricevono tutto, e dopo un mese nessuno legge più niente.
Assegnare un incarico crea da solo la scheda che serve: dando l’incarico di dirigente a una persona, la scheda dirigente compare. Togliendolo, la scheda si disattiva se non restano altri incarichi equivalenti, e i permessi dell’account si riallineano. Non c’è niente da ricordarsi di fare a mano nell’una o nell’altra direzione.
Impostazioni → Gestione utenze. Non tutte le persone hanno un account: un ragazzo di dieci anni sta in anagrafica e non entra nel programma. L’account nasce quando serve — a un genitore, a un tecnico, a un dirigente.
Un account per persona, mai due. Se la stessa persona ha bisogno di entrare come presidente e come allenatore, non si creano due utenze: si danno due incarichi allo stesso account, e lui passa da un’area all’altra dal menu con il suo nome.
Un account può essere in attesa (registrato ma non ancora approvato), attivo, o disattivato. Il disattivato non entra più, ma resta collegato a tutta la sua storia.
La scheda dell’atleta tiene insieme cose che di solito stanno in cinque posti diversi: anagrafica e residenza, genitori collegati, gruppi di quest’anno e degli anni passati, tessera federale, documenti con le loro scadenze, quote richieste e pagate.
Il codice fiscale viene verificato: se non torna con nome, data e comune di nascita, il programma lo dice. È un controllo che salva ore, perché un codice fiscale sbagliato si scopre normalmente al momento del tesseramento federale, cioè troppo tardi.
L’atleta maggiorenne non ha bisogno di un genitore: ha un’area sua, dove modifica i propri dati, carica i propri documenti e vede le proprie quote.
Un atleta minorenne può avere due genitori collegati, ciascuno con il proprio accesso. È la situazione normale in una società ed è sorprendentemente rara nei programmi: quasi tutti prevedono un «tutore» solo, e la seconda persona resta fuori.
Un genitore vede i propri figli e nessun altro. Può iscriverne un altro da solo, dalla propria area: compila il codice fiscale, il programma controlla se quella persona esiste già, e i recapiti si precompilano dai suoi.
Non si cancellano persone. Si disattivano.
Un atleta cancellato porta via con sé le sue quote, le sue ricevute e le sue presenze. Il bilancio dell’anno scorso smette di tornare, e nessuno capisce perché.
Chi è disattivato sparisce dagli elenchi correnti e non entra più nel programma, ma la sua storia resta. Se torna dopo due anni, si riattiva e ritrova tutto.
La demo è una installazione vera, con dentro una società inventata. Trenta minuti per guardarla come volete.